Stefano Pia – Alla fine c’è il mare

libro fotografico Stefano Pia Alla fine c'è il mare Scene di vita lungo le coste della Sardegna Alla fine c’è il mare è il nuovo libro fotografico di Stefano Pia, pubblicato nel 2026 da Imago Edizioni. Un lavoro che ha recentemente vinto la prima edizione di OBSERVA LIBRI – Photo Book Award 2026, un importante riconoscimento che mette in luce il valore di questo progetto fotografico, nato da una ricerca durata ben 15 anni lungo le coste della Sardegna.

Stefano Pia, classe 1978, è un fotografo sardo nato a Oristano e residente a Mogoro. Il suo lavoro si concentra soprattutto sul reportage sociale, attraverso il quale racconta le persone, i luoghi e le situazioni della vita quotidiana. Nel corso degli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti e ha esposto i suoi lavori in mostre, festival e musei. Dal 2011 è inoltre direttore artistico del BiFoto Fest, il festival internazionale della fotografia in Sardegna, che ha fondato insieme a Vittorio Cannas.

In passato ho già avuto il piacere di recensire un suo altro libro, Non è l’America, un lavoro che mi ha permesso di conoscere e apprezzare il suo modo di raccontare la realtà attraverso la fotografia. Con Alla fine c’è il mare, Stefano Pia torna a proporre uno sguardo personale sul mondo che lo circonda, affrontando questa volta un tema profondamente legato alla sua terra e alla sua esperienza di vita.

“Alla fine c’è il mare – Scene di vita lungo le coste della Sardegna”, pubblicato da Imago Edizioni, fa parte della collana Quaderni di fotografia, curata da Renato Brotzu.

Il volume ha la copertina morbida, un formato di 23,9 x 21,5 cm e 132 pagine. La qualità di stampa è buona e permette di apprezzare al meglio le fotografie, con i loro contrasti, le sfumature e tutti quei particolari che contribuiscono a dare forza alle immagini.

All’interno troviamo più di 100 fotografie, tutte in bianco e nero, realizzate nell’arco di circa 15 anni lungo le coste della Sardegna.

Ad accompagnare il lavoro c’è anche un interessante testo introduttivo di Sandro Iovine, giornalista e critico fotografico.

All’inizio del libro troviamo alcuni versi di Mediterraneo, poemetto di Eugenio Montale. Una scelta tutt’altro che casuale, perché il mare descritto dal poeta non è soltanto un elemento naturale, ma una presenza antica e potente, capace di suscitare emozioni profonde e di mettere l’uomo di fronte a sé stesso.

È proprio da questa idea che possiamo iniziare a comprendere il lavoro di Stefano Pia. Anche nelle sue fotografie il mare non è soltanto acqua, spiagge e orizzonti. È una presenza che accompagna la vita delle persone, che influenza i loro comportamenti e che può diventare uno specchio dei loro stati d’animo.

Sfogliando il libro, ci si accorge subito che l’autore non vuole mostrarci la Sardegna delle classiche immagini turistiche. Non cerca le spiagge perfette, i paesaggi spettacolari o le vedute da cartolina. Il suo interesse è rivolto soprattutto alla vita che si svolge lungo le coste, alle persone che frequentano questi luoghi e ai momenti che spesso passano inosservati.

Il suo è uno sguardo diretto, semplice e autentico, che cerca di andare oltre l’immagine più conosciuta del mare. Le fotografie in bianco e nero contribuiscono a dare unità al racconto e permettono di concentrarsi sulle persone, sui gesti, sulle forme e sulle situazioni, senza essere distratti dai colori.

Il mare, in questo libro, non è quindi una semplice meta per le vacanze. È un luogo vissuto, attraversato e condiviso, dove ognuno può trovare qualcosa di diverso.

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il modo in cui Stefano Pia riesce a raccontare il rapporto tra l’uomo e il mare. A volte il mare è il vero protagonista della fotografia. Altre volte rimane sullo sfondo, oppure viene soltanto suggerito da una situazione, da uno spazio o da un particolare. Eppure, anche quando non è direttamente visibile, la sua presenza continua a farsi sentire.

È come se il mare fosse qualcosa che va oltre il paesaggio e che si porta dentro. Non serve necessariamente guardarlo per sentirne l’influenza: basta essere nei suoi dintorni, vivere in un luogo dove è sempre possibile raggiungerlo, conoscere le sensazioni che riesce a suscitare.

Le immagini mostrano persone che si incontrano, giocano, si rilassano, si muovono liberamente e condividono momenti di vita quotidiana. Il bagnasciuga diventa uno spazio aperto a tutti, un luogo dove le convenzioni sembrano perdere importanza e dove ognuno può sentirsi libero di essere sé stesso.

In questo senso, il mare diventa anche un luogo di socialità. Non è soltanto uno spazio da ammirare in solitudine, ma un punto d’incontro in cui si creano relazioni e si condividono esperienze.

Alcune fotografie hanno un’atmosfera quasi surreale, altre sono più immediate e divertenti. È proprio questa varietà a rendere interessante il racconto. Stefano Pia non cerca necessariamente l’immagine perfetta o il momento spettacolare, ma osserva ciò che accade e riesce a cogliere situazioni che, pur sembrando semplici, raccontano qualcosa di più profondo.

Per comprendere fino in fondo questo libro, è importante considerare anche il rapporto personale che Stefano Pia ha con il mare. Per lui il mare riesce a modificare le nostre sensazioni. Quando siamo felici, sembra rendere la felicità ancora più intensa. Quando siamo tristi, invece, può aiutarci ad affrontare la tristezza, quasi fosse una presenza capace di consolarci.

Il mare ci accoglie, ci culla e ci fa sentire meno soli. È un luogo al quale possiamo tornare quando abbiamo bisogno di stare meglio, di ritrovare un po’ di serenità o semplicemente di fermarci a riflettere.

Questa dimensione emotiva è una parte fondamentale del progetto. Il fotografo non si limita a fotografare ciò che vede, ma cerca di catturare anche le sensazioni che il mare suscita nelle persone. Da qui nasce il suo interesse per quei comportamenti spontanei, vivaci e a volte insoliti che l’acqua sembra incoraggiare.

C’è però anche un altro aspetto, più complesso, che riguarda la sua esperienza di isolano.

Vivere in Sardegna significa avere il mare sempre vicino, ma significa anche abitare un’isola, separata geograficamente dal resto del mondo. Da una parte c’è quindi un amore profondo per questa distesa d’acqua, capace di regalare bellezza e serenità, dall’altra può esserci la sensazione di essere distanti, di vivere in un luogo delimitato proprio da ciò che si ama.

È un rapporto che non è soltanto positivo o rassicurante. Può essere fatto anche di malinconia e di contrasti. Il mare unisce, perché è un luogo di incontro e di libertà, ma allo stesso tempo separa, ricordandoci che la Sardegna è un’isola.

Questa doppia dimensione rende il lavoro più interessante, perché ci fa capire che il mare non ha lo stesso significato per tutti e non suscita sempre le stesse emozioni. Può essere un rifugio, un luogo di divertimento, uno spazio di incontro oppure il simbolo di una distanza difficile da superare.

Le fotografie di Stefano Pia lasciano emergere queste sensazioni senza bisogno di spiegarle a parole. È il lettore, osservando le immagini, a costruire il proprio rapporto con ciò che vede.

Anche il titolo del libro racchiude perfettamente il senso di questo progetto.

Alla fine c’è il mare può essere interpretato innanzitutto in modo geografico. In Sardegna, ovunque ci si trovi e qualunque strada si decida di percorrere, prima o poi si arriva alla costa. La terra finisce e davanti a noi si apre il mare, con la sua immensità.

Ma il titolo ha anche un significato più personale e profondo. Il mare è una presenza che ci aspetta, un punto di riferimento al quale possiamo tornare ogni volta che ne sentiamo il bisogno. È lì quando vogliamo rilassarci, quando abbiamo bisogno di mettere ordine nei pensieri o quando cerchiamo semplicemente un momento di tranquillità.

In questo senso, il mare rappresenta quasi una certezza. Possiamo cambiare, attraversare momenti felici o difficili, sentirci pieni di energia oppure avere bisogno di fermarci, ma lui continua a essere lì.

È un’idea semplice, ma molto efficace, perché permette a chiunque di ritrovare nel libro qualcosa della propria esperienza. Non è necessario essere sardi o vivere vicino alla costa per comprendere il sentimento raccontato da Stefano Pia. Ognuno di noi può avere un luogo speciale nel quale ritrovare sé stesso, e per l’autore quel luogo è proprio il mare.

Il riferimento a Montale presente nelle prime pagine trova così una sua naturale continuità nel resto del volume. Il mare non è soltanto un elemento del paesaggio, ma una presenza capace di farci riflettere sulla nostra vita e sul nostro modo di stare al mondo.

Voglio concludere questa recensione con la bella dedica che Stefano mi ha scritto all’inizio del libro. Una frase semplice, ma capace di riassumere perfettamente il significato di quest’opera e il legame profondo che ci può unire al mare:

“Se il tuo cuore cerca un posto, portalo al mare!”





Alcune foto del libro Ala fine c’è il mare

foto Stefano Pia Sardegna Corrighias Cabras 2025 e Funtanamare Gonnesa 2019

foto Stefano Pia Sardegna Corrighias Cabras 2025 e S'Archittu Cuglieri 2020


foto Stefano Pia Sardegna Sa Mesa Longa San Vero Milis 2021 e S'Enna e S'Arca Arbus 2019


fotografie Stefano Pia Sardegna Abbarossa Santa Giusta 2018 e San Pietro Valledoria 2018


fotografie Stefano Pia Sardegna S'Archittu Cuglieri 2020 e Funtanazza Arbus 2012


foto Stefano Pia Sardegna Benda Cabras, Sardegna 2025 e Maimoni Cabras 2018

foto Stefano Pia Pistis, Arbus Sardegna 2013


Dati del libro

Titolo: Alla fine c’è il mare. Scene di vita lungo le coste della Sardegna
Autore: Stefano Pia
Editore: Imago Edizioni
Collana: Quaderni di fotografia
Data di pubblicazione: 15 aprile 2026
Lingua: italiano
Tipo di copertina: flessibile
Numero di pagine: 132
Dimensioni: 23,9 x 21,5 cm
ISBN: 9791281989214

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Riccardo Perini, autore blog riccardoperini.it

Riccardo Perini

Non sono un fotografo di professione ma sono un appassionato di fotografia. In questo blog propongo approfondimenti su fotografi, libri fotografici e in generale sulla fotografia, inclusi anche alcuni tutorial su macchine fotografiche e strumentazione.

Pubblicato il: 28 Ottobre 2026
Categoria: Libri fotografia


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